Gruppo Alpini di Barzanò

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Gruppo Alpini di Barzanò

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Grande impegno e tanto entusiasmo, da parte di tutti, per la buona riuscita della 39ª Festa Alpina 2019.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Luglio 2019 12:19
 

Altopiano di Asiago: Cengio e Ortrigara

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Il 20 e il 21 luglio 2019, il Gruppo Alpini e la sezione C.A.I. di Barzanò hanno organizzato un'escursione-pellegrinaggio al monte Cengio, al Sacrario di Asiago e al monte Ortigara.
Come già negli anni precedenti, l'escursione non è stata soltanto un'occasione di divertimento e di piacere conviviale, ma un'esperienza di ricordo e conoscenza, su montagne che sono state testimoni di vicende storiche ed umane da non dimenticare.
Mai come quest'anno il viaggio è stato particolarmente emozionante, qui intorno all'Altopiano di Asiago, dove durante la Grande Guerra si sono svolte alcune tra le più sanguinose battaglie.
asiago01Si parte molto prima dell'alba da Barzanò per Cogollo del Cengio, dove incontriamo le due informatissime e appassionate guide che ci accompagneranno su questi luoghi.

Si sale al monte Cengio, l’insormontabile baluardo dei Granatieri di Sardegna. Una fortezza naturale irta su precipizi verticali di centinaia di metri sopra la Val d’Astico, dapprima in parte perduta, poi riconquistata e infine difesa sino allo stremo da alcuni dei migliori reparti dell’esercito italiano. Tra i suoi dirupi, dentro le gallerie scavate nella roccia, partendo da postazioni e baracche costruite su veri e propri burroni, italiani e austro-ungarici si daranno battaglia senza quartiere. Il famoso "salto dei Granatieri" ricorda ancora la durezza di quei combattimenti. 
asiago02Nel pomeriggio visitiamo il Sacrario Militare di Asiago che custodisce i resti dei caduti italiani provenienti dai 35 cimiteri di guerra prima esistenti nella zona dell'Altipiano. Nella Cripta sono stati raccolti anche molti caduti austro-ungarici noti ed ignoti, provenienti dai cimiteri di guerra di Gallio, Stoccaredo, Cesuna, Canove e Marcesina.

Il giorno dopo ci arrampichiamo sul monte Ortigara, qui tra italiani e austro-ungarici si svolse quella che molti definiscono la più grande battaglia mai combattuta in ambiente montano.

"A quota 2003 incominciano le trincee austriache, le prime prese d’assalto dal Bassano; fu qui che due anni or sono raccolsi un elmetto italiano con dentro il teschio. Le ossa erano intatte e bianche.
Risalgo la trincea austriaca, entro nelle caverne, guardo dalle postazioni delle mitragliatrici per dove sono scesi gli alpini, salgo scale dentro la roccia, esco nuovamente nelle trincee, vado dove c’erano i baraccamenti austriaci sul versante che guarda la Valsugana, e ancora per camminamenti, trincee sconvolte, ricoveri scoperchiati, buche profonde dove affiorano, tra le pietre macinate, pali, reticolati, resti di armi, bombe: questa è la vetta dell’Ortigara oggi.
A quota 2101 c’è la croce austriaca con i nomi dei reparti Feldjäger e Kaiserschützen; e più sopra, a quota 2105, la colonna spezzata degli alpini: -per non dimenticare-"

Così lo scrittore Mario Rigoni Stern, nato da queste parti, racconta l'Ortigara e il sentiero che noi stessi abbiamo percorso per raggiungerne la cima.
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L'Ortigara, il massimo simbolo del sacrificio degli Alpini. Un nome da allora memorabile e terribile al tempo stesso. Una montagna divenuta "sacra" dopo aver visto due vane e sanguinose battaglie per la sua conquista nel luglio del 1916 e soprattutto nel giugno del 1917 quando i migliori reparti Alpini, dopo averne raggiunto e tenuto la vetta per alcuni giorni, saranno infine sconfitti dagli austro-ungarici. Una storia di valorosi combattimenti ma anche il destino di tanti singoli Alpini la cui vita si perse per sempre su quegli aspri versanti rocciosi.

La battaglia dell’Ortigara è perduta; si è trattato di una tragica e inutile carneficina che è costata agli italiani la perdita di 25.199 uomini di cui 8.465 fra morti (2.865) e dispersi (5.600) e 16.734 feriti. Le perdite austro-ungariche ammontano a 8.828 uomini, di cui 992 morti, 6.321 feriti e 1.515 dispersi.

Mentre scendiamo da quel paesaggio lunare, ci raccogliamo nella lettura della Preghiera dell'Alpino sotto una colonna che porta in cima la statua della Madonna, ritratta mentre stringe tra le mani le penne nere dei morti su quei campi di battaglia.
Comincia una leggera pioggia mentre il pullman scende dall'Altopiano di Asiago, in noi c'è la speranza di ritrovarci ancora il prossimo anno per un'altra escursione-pellegrinaggio sui luoghi della Grande Guerra.
Per non dimenticare mai.

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Luglio 2019 17:07
 

"...dagli Alpini è più bello"

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La baita è aperta e gli Alpini sempre disponibili, soprattutto se si tratta di accogliere e raccontare la loro storia e i loro valori alle giovani generazioni.
Nel pomeriggio di martedì 9 luglio, sono venuti a trovarci in baita i bambini di una scuola estiva con i loro due accompagnatori. Si sono accomodati all'ombra sul prato per riposare, hanno partecipato poi all'alza bandiera come momento che ha dato solennità all'incontro.

Il nostro presidente onorario Antonio Scaccabarozzi e il capogruppo Francesco Motta, hanno raccontato la nostra storia e quella dei nostri simboli agli attenti interlocutori. La visita all'interno della nostra baita è stato un altro momento importante, anche per rispondere alle molte domande, che le immagini appese alle pareti stimolavano nei ragazzi.

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A chiusura, lo spuntino offerto sotto il tendone della festa alpina, non è certo stato un momento secondario dell'incontro con i giovani amici. 
Alla fine a tutti i ragazzi è stata donata una pergamena con il testo completo dell'inno di Goffredo Mameli, testo che la maggior parte di noi conosce generalmente solo nelle prime due strofe.
Mentre uscivano, un bambino si è avvicinato e mi ha sussurrato: "Di tutti i posti dove siamo andati, qui dagli Alpini è più bello."

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Luglio 2019 16:46
 

Luciano Manara, anniversario della morte

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Barzanò celebra i 170 anni dalla morte di Luciano Manara

Un folto gruppo di Alpini ha partecipato domenica 30 giugno a una solenne celebrazione per ricordare i 170 anni della morte di Luciano Manara. Un corteo, al quale hanno partecipato anche i bersaglieri della Fantara di Legnano, si è snodato per le vie del paese fino alla cappella dove l'eroe è sepolto in via IV Novembre ed è poi proseguito alla volta dell'antica residenza della famiglia Manara per poi sciogliersi davanti alla Canonica di San Salvatore.

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Luciano Manara (24 anni), eroe delle Cinque Giornate di Milano, cadde nella difesa della Repubblica Romana contro le truppe francesi il 30 giugno 1849. Il corpo dell'eroe, nel 1853, venne portato a Barzanò dove la famiglia aveva una villa, e sepolto nella cappella che anni dopo sarà trasformata dai Manara in tomba di famiglia (1864).

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Luglio 2019 21:05
 

Concorso: "Centenario fine Grande Guerra"

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I ragazzi della Scuola Secondaria dell'Istituto Comprensivo Statale di Barzanò, sono stati invitati a cimentarsi in un concorso artistico che li ha portati a riflettere su un tema particolarmente importante: "Il centenario della fine della Grande Guerra".
A giudicare le opere dei ragazzi è stata chiamata una rappresentanza del Gruppo Alpini con i responsabili delle biblioteche di Barzanò, Cremella-Barzago, Sirtori e Viganò.

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I risultati sono stati particolarmente interessanti e la profondità delle opere, sia dal versante formale che nei contenuti, ha messo in risalto una notevole consapevolezza sul tema della guerra, sempre particolarmente sentito dalle giovani generazioni.
La premiazione dei giovani artisti, alla presenza degli Alpini e dei bibliotecari, si è svolta giovedì 6 giugno, e le opere premiate saranno esposte nel tendone della Festa Alpina di Barzanò, che si terrà il prossimo luglio, oltre che nelle sedi delle diverse biblioteche.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Giugno 2019 21:39
 
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