Gruppo Alpini di Barzanò

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In occasione della assemblea annuale del gennaio 2009, l'argomento " il futuro dell'A.N.A.", dal profondo del cuore è emerso il suggerimento che, Cesare Corbetta, Segretario in carica, ha raccolto e mi ha rilanciato semplicemente con due parole : "Lo fai tu...?".

Alla mia risposta affermativa, il Presidente Onorario, Antonio Scaccabarozzi, è rimasto per un attimo "spiritualmente assente", riprendendo poi la sua presenza terrena esternando: sarebbe un evento straordinario che nessun Gruppo Alpini ha mai osato affrontare, realizzare e nè tanto meno pensare! Al che, l'interno Consiglio e l'Assemblea, hanno avallato il suggerimento. 

Alpini...! Abituati, come lo siamo stati durante il servizio militare, a sopportare le vesciche ai piedi, inferteci dai nostri Vibram, a sostenere il peso del nostro zaino o del cannone S.R. da 55, o dei treppiedi, o dei basamenti di mortai, o di obici, o di quanto altro e arrivare in vetta, siamo usciti dalle nostre caserme, congedati, senza accorgerci di aver assimilato la convinzione che...per gli Alpini, non esiste l'impossibile !

In questa ottica, spesso la presunzione porta a commettere errori e, consapevole di questo, ho sfidato me stesso. Tuttavia, con entusiasmo, ho impegnato al meglio le mie improvvisate capacità d'intervistatore e, ancor peggio, scrittore e autore di un libro.

L'obiettivo è stato raggiunto; certamente la fraseologia è semplice e la punteggiatura, da qualche parte, lascia a desiderare: giudicate il risultato, che è la conseguenza di un lungo e impegnativo lavoro di raccolta delle vostre testimonianze, di scrittura al computer e di ricercche su internet, ma è stato un piacere arrivare a scrivere la parola "fine".

Mi avete dato la possibilità di raffigurare la linfa che ha alimentato noi, Alpini, che abbiamo avuto la fortuna di prestare servizio militare in tempo di pace; dalle vostre storie, sono fioriti insegnamenti, che contribuiranno a seminare, nel cuore dei nostri figli, o dei nostri nipoti, l' essenza dello Spirito Alpino.

Voglio ricordare e ringraziare coloro che mi hanno aiutato a raggiungere questo importante risultato: 

Ivano Vukmirovic, che ha soffocato la sua sofferenza, nell'entusiasmo, impaginando le fotografie con i testi e donando il colore Alpino a questo libro, che, diversamente, sarebbe stato solo un fiume di parole scritte nere su bianco.

Antonio Scaccabarozzi, Presidente del Gruppo Alpini, per avermi creduto, sostenuto fino in fondo e per aver messo anima e corpo per far sì che questa opera, unica nella nostra storia, venisse realizzata, attraverso le sue capacità e conoscenza lavorative.

Frigerio Giancarlo, Capogruppo e il Consiglio di Gruppo, per avermi incoraggiato e aiutato a coinvolgere tutti gli Associati.

Tutti gli Alpini e Amici del Gruppo di Barzanò, per avermi aiutato a far si che, loro stessi, divenissero protagonisti del libro:

Me regordi che, quand s'eri a suldàa in di Alpini...

un libro al quale siamo tutti orgogliosi di appartenere.

Raffaele Colombo

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Febbraio 2015 14:58  

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