Gruppo Alpini di Barzanò

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Home Manifestazioni Anniversari di Fondazione NIKOLAJEWKA il Bianco all'Orizzonte

NIKOLAJEWKA il Bianco all'Orizzonte

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Manifestazione in ambito 90° di fondazione

Il canto e la musica, sono eterna espressione dell’anima; nuova conferma la si è avuta la sera del 7 febbraio a Barzanò. Grazie ad un’iniziativa promossa dal gruppo Alpini nell’ambito dei festeggiamenti per il 90° anno di fondazione, i presenti hanno assistito al racconto musicale Il bianco all’orizzonte, eseguito da oltre sessanta elementi del Corpo bandistico di Cologne (Bs), diretti da Danila Bonassi, e dalle ”voci” di Luca Rubagotti, Luca Pezzoli e Ornella Uberti, tutti, nel finale, lungamente e calorosamente applauditi per la magistrale e sentita interpretazione.

Filo conduttore del racconto musicale, sono alcuni brani tratti dalle pagine del libro “Ritorno”, letti dalle “voci” alle quali si alternano musiche dal vivissimo e amatissimo sapore Alpino e Patriottico.
Brani tratti dalle pagine del libro scritto da Nelson Cenci, tessuto sulle memorie del 26 gennaio 1943, quando, allora sottotenente degli Alpini, si consumava, nelle terre di Russia, la tragedia militare e umana della battaglia di Nikolajewka, della ritirata di Russia, dove, nella sua tragicità, ne vive il dramma: è ferito a entrambe le gambe ma riesce a sopravvivere, nonostante tutto, sostenuto dal fantasticare su quella casa di campagna attorno a Brescia, nel paese dell'alpino Rossi, incontrato a Podgornoje, e dall’Alpino Lancini, conducente del mulo, che traina il suo tenente Cenci, adagiato su una slitta di fortuna, fino alla salvezza, fuori dall’accerchiamento dei soldati dell''armata rossa.

Nel buio assoluto del Palazzetto, le sole piccole luci sugli spartiti dei musicanti, le note emergevano ora flebili e ora roboanti e, nel rispettoso silenzio, si levavano le voci nella lettura dei brani: una maestria attraverso la quale i presenti sono stati proiettati in quella lunga colonna, a trascinarsi su quella neve con il bianco all’orizzonte: un orizzonte di incognite speranze, di dolore e di tragedia a fianco del Cenci, del Rossi e del Lancini con il suo mulo; le percussioni e i timpani figuravano come il rombo dei cannoni e il tartassare della mitraglia…anche noi eravamo lì, assieme a loro, a Nikolajewka.

Tante le emozioni scaturite nel finale alle note lungamente ripetute de Signore delle cime e le anime, si sono elevate alla comprensione per la sofferenza e il dolore, la difesa della vita, il rifiuto della violenza, della guerra e della morte, l'amicizia, la solidarietà, la fratellanza tra i popoli.

Ricercando maggiori notizie sul Sottotenente Cenci, voglio riportare una sua poesia, composta nel 1981, attraverso la quale si vive il dramma di quei giorni, a NIKOLAJEWKA:

Un’alba che nell’anima del sole aveva la speranza.
Per immensi pascoli di neve sotto un cielo arato di morte,
più volte sui tuoi dossi si logorò l’audacia a cercarvi la vita.

Solo al finire del giorno, con disperato grido,
epica schiera di fantasmi passò tra mesto mormorio di preghiere.

Scende ora il sole sull’alto del crinale bagnando di luce i tuoi morti e, in un vento di nuvole,
fugge il tuo solitario pianto verso cieli lontani.

Non più aspre terre e profili di monti nei loro occhi di vetro
ma lunghe file mute di uomini su sentieri di ghiaccio.
La pista si è fatta di stelle e cristalli di luna si spengono su misere croci senza nome.
***

Un plauso agli Alpini e Amici del Gruppo di Barzanò, per aver individuato questa iniziativa e averla saputa organizzare.

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Marzo 2016 14:07  

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