Gruppo Alpini di Barzanò

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quel legame speciale tra gli Alpini e Don Giuliano

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Scrivere di don Giuliano, un compito particolare.

In questi giorni di emozione che seguono la sua morte, con ancora negli occhi le immagini dell’intensa partecipazione ai suoi funerali da parte di un paese intero, la sua Barzanò, si rincorrono tanti ricordi, vengono citate le sue tante iniziative e ricordati i segni che, ancora attuali e vivi, riempiono ancora oggi le nostre vite, le nostre giornate, la nostra quotidianità.

 L'elenco è lungo, e molti ne hanno dato conto, in tanti articoli e tanti interventi volti a dare il giusto risalto biografico a un personaggio che davvero ha impresso un segno indelebile sul nostro paese. Accanto all'attività pubblica di don Giuliano, quella della Storia, c'era poi quella altrettanto preziosa che si manifestava nella vicinanza vera, personale, ai suoi parrocchiani, quando si accostava loro per supportarli, da vero pastore, quando ve n’era bisogno.

Ciò è accaduto in moltissime occasioni, quando tanti di noi si sono trovati a ricevere da lui un consiglio, un conforto, un aiuto morale o materiale, uno sprone.
Questo rapporto speciale passava attraverso la parola, ed era il suo modo di porgerla, la sua dialettica, a renderlo cosi vicino, così autorevole.
Era diventata, per tutti, uno dei suoi tratti più familiari. Don Giuliano sapeva davvero comunicare, portare il significato insieme al messaggio, adattandolo alla capacità di riceverlo di chi era in ascolto.
La sua energia e la sua umanità, la sua irriducibile “voglia di costruire” arrivavano così davvero a tutti, ed erano un vero esempio.

Qualche settimana fa, nell'ambito delle manifestazioni per ricordare il 90° anniversario della sua fondazione, il nostro Gruppo ha proposto alla cittadinanza una serata di proiezione di foto e filmati, che ha avuto luogo al Centro Paolo VI, dal titolo ambizioso: “Gli Alpini e Barzanò, una storia di immagini”. Tra i brani proposti, selezionati proprio in quanto segno dell’unione tra il nostro sodalizio ed il paese, anche un estratto della messa celebrata da don Giuliano in piazza del Mercato nel 1988 in occasione dell'inaugurazione della nostra Baita, quando suggellammo il nostro speciale rapporto con lui facendogli omaggio del cappello alpino, quello stesso cappello che oggi vedevamo tristemente poggiato accanto al suo feretro.
Che sorpresa è stata rivedere don Giuliano! Che emozione riascoltare la sua voce non ancora segnata dalla malattia!
Che bello ascoltare il timbro della sua voce nell'omelia, quando con la sua tipica delicatezza, pronunciava parole di incoraggiamento e di apprezzamento per il nostro Gruppo!

“Gli Alpini mi considerano uno di loro; in questa compagnia sto volentieri”. E ancora, riferendosi all'attività del gruppo: “…. avanti così!”

La scomparsa di don Giuliano ha privato il nostro Gruppo della sua guida spirituale, del suo Cappellano. Ci sarebbe di che abbattersi, scoraggiarsi.
Ecco allora venirci in aiuto il filmato, un pezzo della nostra Memoria! Riascoltandolo, le parole stesse di don Giuliano sono la medicina al nostro sconforto e ci indicano, una volta di più, la direzione.

Prima, una citazione di padre Turoldo, ancora attualissima. Mette in guardia sul pericolo dell'astoricità dei giovani, che, rapinati del dono della Memoria, corrono il rischio di essere privati anche di un vero futuro. Poi, citando don Gnocchi, che proprio in compagnia di don Giuliano, in piazza Duomo avemmo l’onore di vedere assurto agli onori degli altari il 25 ottobre 2009, un monito, un’esortazione.

A riascoltarlo ora, il brano assume quasi il valore di un testamento spirituale: “Chi non rispetta in sé e negli altri l'uomo, ha l'anima da schiavo”.

Caro don Giuliano, cercheremo di ricordarti portando avanti i tuoi insegnamenti. Eri uno di noi, vero Alpino nello spirito.
Grazie di cuore, i tuoi Alpini di Barzanò

Raffaele Perego e Ivano Vukmirovic

Per rivedere il filmato del testo, clicca su : https:// youtu.be/DpwNTPss7pk

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Giugno 2015 08:57  

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