Gruppo Alpini di Barzanò

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Home La Grande Guerra I Protagonisti Barzanesi Grande Guerra: Alpini di Barzanò al fronte

Grande Guerra: Alpini di Barzanò al fronte

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Dopo questo sintetico riepilogo e statistiche della Grande Guerra, dedichiamo questa pagina agli Alpini di Barzanò che ne furono protagonisti.

L’ analisi dei documenti rinvenuti nei diversi archivi e dei nomi rilevati da un quadro conservato in Baita, risalente al X° di fondazione del Gruppo Alpini, ha rivelato che 195 ragazzi di Barzanò appartenevano alle classi di leva dal 1874 al 1899 e diamo per scontato che siano stati mobilitati e chiamati al fronte. Con questa premessa, risulta che 119 ragazzi furono assegnati alla Truppe Alpine: fra questi, ci furono morti e/o dispersi sui campi di battaglia, deceduti per malattie, feriti o illesi che rientrano alle loro case a fine conflitto; purtroppo, di questi ultimi, non sono stati rintracciati documenti.

Riportiamo dunque la sintesi di coloro per i quali sono state raccolte notizie certe della loro morte, o ferite riportate al fronte o che rientrò riportando traumi :

CAREMI PIETRO Soldato 4° reggimento Alpini – 1° Raggruppamento, Comando dei Gruppi Alpini A° e B°
ferito in combattimento il 26 novembre 1915 sul fronte Mrzli – sopra la Valle dell’Isonzo, settore Tolmino. Rientrato in famiglia dal fronte a fine conflitto.
Il 19 ottobre ha inizio un’azione da Plezzo a Tolmino: l'8a divisione è diretta sul Mrzli. Il 26 novembre è ripresa l'azione contro la fronte Mrzli – Vodil: il gruppo A opera su due colonne: una sulle pendici sud del Vodil, composta dai battaglioni Susa, Exilles e Val Dora, l'altra con i battaglioni Ivrea, Val d'Orco, Val Baltea e Val Toce, a sud - est del Mrzli. Fra le due colonne opera il "Cividale", mentre rimangono in riserva i battaglioni Val Natisone, Val Pellice e Val Cenischia.

CEREDA AUGUSTO Caporal Maggiore 5° reggimento Alpini Battaglione Morbegno 45^ Compagnia
deceduto il 6 novembre 1918 nell’ospedale da campo nr 1100 di Castelfranco Veneto per polmonite
Anno 1918 In febbraio il battaglione è chiamato sul Cornone, occupato dal nemico. Risalendo per i ripidi canaloni riesce ad arrestare l'avversario che tenta di scendere in val Vecchia; l'intenso lancio di bombe a mano, impedisce però al "Morbegno" di raggiungere la cresta. A fine febbraio scende a riposo a Marsan (Bassano). Ai primi di giugno; durante la battaglia del Piave è a Valle di S. Floriano. Agli inizi luglio ritorna a nord di Marostica; in agosto è sul M. Campo Rossignolo sino alla metà di settembre e si concentra con altri reparti della 52a divisione nei pressi di Bassano. In ottobre, nella notte del 24 si attesta al Piave, presso Pederobba, ma solo il 28 può passare sulla sinistra del fiume per poi avanzare occupando Valdobbiadene, quindi M. Barbaria e M. Cesen per raggiungere la vetta di M. Garda, rincalzando il nemico che ripiega.

CONFALONIERI PIETRO Tenente in servizio attivo 2° reggimento Alpini Battaglione Borgo S. Dalmazzo:
deceduto il 16 settembre 1916 in combattimento sul Monte Rombon – settore Cukla ( Goriziano Sloveno).

Decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Il 2° Reggimento Alpini, il 16 settembre, partecipò all'azione contro il M. Rombon, attaccando il tratto di linea nemica detta dei Pini Mughi, ma, nonostante lo slancio e lo spirito di sacrificio delle truppe, che ripetutamente cercano superare le robuste difese accessorie, non fu possibile conseguire alcun risultato. Nel combattimento, cadde sul campo anche il Comandante del Battaglione.

CONTI FRANCESCO Soldato 5° reggimento Alpini Battaglione Monte Spluga 88^ Compagnia
ferito in combattimento il 15 giugno 1917 al vallone dell’Agnella- Monte Ortigara Rientrato in famiglia dal fronte a fine conflitto. Chiamato alla battaglia dell'Ortigara, il battaglione si sposta nel vallone di Cima della Campanella e Cima del Campanaro. In giugno entra in azione: attraversa il vallone dell'Agnella, si ammassa sul versante orientale dell'Ortigara e attacca le difese nemiche di M. Castelnuovo. Il 15 giugno, il nemico attacca furiosamente: la lotta degenera in corpo a corpo finché gli Austriaci vengono ricacciati, ma il battaglione subisce gravi perdite
.

CORBETTA ANDREA Soldato 5° reggimento Alpini Battaglione Morbegno
deceduto il 30 agosto 1917 in combattimento, sull’altipiano della Bainsizza
Chiamato a partecipare all’11° battaglia dell’Isonzo, il Battaglione Morbegno, il 29 agosto si ammassa sulle pendici sud ovest di Dol Kal in quota 763, con la 45a compagnia, la 1^ sezione mitragliatrici e il plotone d'assalto. Il 30 agosto, al 10° gruppo alpini è affidato il compito di occupare la linea compresa tra le quote 763-774–778 e di conseguenza, il battaglione Morbegno, entra in azione attacca con forte determinazione. Gli austriaci si riorganizzano; con rinnovati attacchi gli Alpini tentano di spezzare la salda resistenza nemica, ma sotto il violento tiro delle mitragliatrici nemiche, sono costretti a retrocedere.

CORBETTA SILVIO Soldato 5° reggimento Alpini : dai documenti storici della Associazione Combattenti e Reduci non si rilevano informazioni utili alla ricerca, in quanto questi ripotano la sola nota “ in stato confusionale”.
Dagli archivi del Gruppo Alpini, è stata invece rintracciata la copia della pergamena, dalla quale si evince che questi è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare e che recita, testualmente : 20 gennaio 1919,determina del Tenente Generale, comandante il Corpo d'armata del Regio Esercito Italiano al "Caporale Corbetta Silvio fu Alessandro da Barzanò, del V^ Alpini, della Croce al Merito di Guerra e il 20/1/1919 è stato decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare. e Croce di Guerra con motivazione: si offriva volontariamente in pieno giorno per raccogliere un ferito sotto l'intenso fuoco di mitragliatrici nemiche ed egli stesso veniva ferito

CRIPPA ISIDORO Soldato 3° reggimento Alpini Battaglione Monte Pavione:
deceduto
il 6 dicembre 1917 in combattimento sul Monte Fontanel – Altipiano Asiago
Novembre 1917 : gli Austriaci, si sono già impossessati di M. Fontana Secca e minacciano il fronte M. Solarolo - M. Fontanel. Il battaglione monte Pavione, si dispone a difesa del M. Fontanel, destinando sul M. Solarolo e sul M. d'Avien la 149a compagnia in rinforzo al "Val Cenischia". Il 25 novembre, l'avversario sferra l'attacco sul costone e dal M. d'Avien scende in val Cinespa contro i posti avanzati a est del monte. Contro quest'ultima posizione ha ragione della piccola 149a compagnia. Il 6 dicembre il "M. Pavione", si trasferisce a rincalzo del Val Maira, alla testata della val Calcino, dove l’avversario lo attende in una più temibile minaccia.

MAGGIONI SIRO Caporale 5° reggimento Alpini Battaglione Val d’Intelvi
ferito in combattimento il 21 luglio 1917 a Case Sazzine – Tonale; rientrato in famiglia dal fronte a fine conflitto.
Durante l'inverno l'attività bellica è paralizzata dal mal tempo e dalle valanghe che obbligano gli alpini a lavori di sgombro e di riattamenti. Fino a tutto giugno il battaglione "Val d'Intelvi" rimane nella sottozona Adamello a difesa delle posizioni. Tra fine luglio e agosto, il battaglione si riunisce nella sottozona Montozzo – Ercavallo: l’attività è rivolta alla protezione e difesa delle posizioni Corno dei Tre Signori, Punta di Ercavallo, Punta di Montozzo, forcellina di Montozzo, Punta di Albiolo, passo dei Contrabbandieri,quota 2778.

NEGRI LUIGI Soldato 5° reggimento Alpini Battaglione Morbegno 44^ Compagnia
deceduto il 2 giugno 1916 in combattimento sul Pasubio, Monte Fior - Malga Lora - Fontana dei tre pali.
Il 29 maggio 1916, con altri battaglioni, il Morbegno costituisce il "gruppo alpini di Foza" al quale è affidata la difesa dell'importante caposaldo di M. Fior - M. Castelgomberto; contro di esso il nemico concentra truppe e artiglieria per aprirsi una via verso la val Brenta. Il 2 giugno compie una azioneoffensiva su M. Sbarbatal per ricacciare forze nemiche che isi stanno ammassando; contrattaccato, è costretto a ripiegare su M. Fior, subendo gravi perdite.

RIVA STEFANO Soldato 5° reggimento Alpini Aviatori
ferito il 20 dicembre 1917 in combattimento sul Col Caprile, M. Grappa; rientrato in famiglia dal fronte a fine conflitto.
Il 14 novembre 1917 ha inizio la prima fase della Battaglia di arresto sul Massiccio del Grappa. I Soldati italiani, sostenuti da poche Batterie da montagna, scrivono infinite pagine di valore nell’azione di frenaggio dell'avanzata nemica. Fra i più impegnati nel ripiegamento sono i Reggimenti 5° e 6° Fanteria, i Reggimenti 57° e 58° Fanteria, i Battaglioni Alpini, Val Brenta, Feltre, Val Cismon, l’'Aosta', il Val Varaita e l’Exilles. Il 1° dicembre ha inizio la seconda fase della Battaglia d'arresto: il nemico porta un deciso attacco a Col della Berretta, a Col dell'Orso e a Monte Spinoncia. La battaglia continua violenta; il nemico ritorna all'attacco e il 18 dicembre e, nonostante la resistenza degli alpini, riesce a penetrare nelle nostre linee e ad aggirare il battaglione, costringendolo a ripiegare.La battaglia si protrae fino al 21 dicembre con assalti e contrassalti, ma la nostra difesa cede solo sulla dorsale Col Berretta - M. Asolone; la battaglia d'arresto ha pieno successo, e inchioda il nemico in un terreno difficile e lontano dai centri di rifornimento.

VISMARA LUIGI Soldato 5° reggimento Alpini - 3° Reparto d’Assalto Arditi “Fiamme Verdi”
deceduto il 25 Ottobre 1918 in combattimento a Monte Solarolo, massiccio Monte Grappa.
Il 3°rReparto d’assalto Arditi “ Fiamme Verdi”, fu uno dei primi reparti alpini a essere costituito con queste caratteristiche, sorto nei primi mesi dell’anno 1918, nell’ambito del 3° Corpo d’Armata. Nei settori Valcamonica-Valtellina, lungo i canaloni del Castellaccio-Camadre scesero i plotoni arditi dei Battaglioni Edolo, Val d’Intelvi e Monte Granero. Nel 3° Reparto a fine Ottobre 1918, sul Monte Grappa, la 1^ Compagnia combatté ai Solaroli, la 2° compagnia al Col del Cuc, la 3° compagnia al Col dell’Orso.
…/…Il 25 ottobre 1918 è il giorno più cruento: il battaglione Monte Levanna, si ricompatta a malga Solarolo, dopo aver perduto 21 ufficiali e 596 alpini tra morti e feriti. Perdite devastanti per l'Aosta, con 26 ufficiali e 641 alpini e per il Val Toce 15 ufficiali e 286 alpini, sempre tra morti e feriti; i resti dell'Aosta e del Val Toce sono costrette a ripiegare.
Nel pomeriggio del 27 giungono in soccorso i reparti del battaglione Pieve di Cadore, con in testa il plotone Arditi  Fiamme Verdi del battaglione
, comandato dall'allora sconosciuto ten. Italo Balbo. La sera, per i reparti esausti e decimati dell'Aosta, del Val Toce e del Levanna arriva l'ordine di abbandonare la prima linea e di scendere a valle. Pochi giorni dopo, termina la guerra.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2016 10:09  

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