Gruppo Alpini di Barzanò

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4 novembre 2018

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Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Cento anni fa, il 4 novembre del 1918, con la firma dell’armistizio a Villa Giusti, si è concluso uno degli eventi più tragici nella storia d’Italia, che da un lato ha portato alla completa unificazione del territorio italiano, ma dall’altro è costato la vita a centinaia di migliaia di giovani immolatisi sui fronti della Grande Guerra.

Quest'anno le celebrazioni hanno avuto un prologo particolare la sera della vigilia. Gli Alpini del gruppo di Barzanò, raccogliendo l'invito del loro Presidente nazionale Sebastiano Favero, si sono ritrovati al Parco delle Rimembranze per rendere omaggio al monumento ai caduti di tutte le guerre. Un incontro particolare, quasi intimo, nel buio della sera e nella solitudine del parco, una vera e toccante comunione con coloro che vi sono ricordati.

Il giorno seguente, al Parco delle Rimembranze, si sono dati appuntamento tanti cittadini e appartenenti alle varie associazioni del paese. Nonostante la giornata festiva, le classi quinte della scuola primaria con i loro insegnanti, non hanno fatto mancare la loro presenza alle commemorazioni, anzi, hanno partecipato attivamente e in maniera numerosa anche molti genitori dei ragazzi.

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È stata una mattinata piena di spunti e riflessioni per tutti noi.
La cerimonia è stata aperta da Raffaele Perego, che ha ringraziato tutti i cittadini e le associazioni intervenute alla cerimonia di solidarietà e vicinanza nel ricordo dei caduti.
Dopo l'alza bandiera sul pennone del parco, si è proseguito con la posa delle corone di alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre e al sacello che ricorda gli Alpini.
Particolarmente toccante è stata la lettura dei nomi dei 69 giovani (dei 194 totali) partiti per la Grande Guerra da Barzanò, che non hanno più fatto ritorno. Nomi ricordati uno ad uno dalla voce degli Alpini, che ha riportato tra noi la memoria di quei ragazzi. Nomi che erano stati resi attuali dal libro, uscito poco tempo prima, scritto dall'Alpino Raffaele Colombo: "Sui sentieri della grande guerra" frutto di una ricerca storica accurata sulla Prima Guerra Mondiale e in particolare sui luoghi e sulle date dei barzanesi deceduti, dispersi o feriti durante quei tragici eventi.

Il sindaco Giancarlo Aldeghi ha poi posto l'accento, non tanto sul 4 novembre come commemorazione della fine di un conflitto, ma sulle tensioni politiche che sembrano attraversare la nostra società, soprattutto con l'uso dei social media. Ha fatto affidamento che tutti sappiano consevare quel senso di Nazione e comunanza per cercare di mantenere l'Italia come una società fondata sulla pace e sulla solidarietà.

I bambini della scuola primaria di Barzanò, insieme alle proprie maestre e accompagnati dalla chitarra di un genitore, hanno cantato e hanno letto a turno alcuni estratti dai diari e lettere scritti dai soldati al fronte. Prima della chiusura della cerimonia al parco, i ragazzi hanno piacevolmente sorpreso tutti gli intervenuti, distribuendo un cartoncino da loro colorato in tricolore, con le parole di invito: "Se vuoi la pace fai in modo che tutti intorno a te abbiano il necessario, abbiano la possibilità di parlare, siano liberi!"

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Il folto numero di intervenuti si poi è spostato in corteo lungo le vie del paese verso il sagrato della chiesa parrocchiale, dove è stata posata una corona di alloro all'altra lapide ai Caduti che domina il piazzale.
Il parroco, don Renato Cameroni, dopo la benedizione ai prersenti, ha coinvolto tutti nella preghiera.
Raffaele Perego ha poi chiamato a parlare Michele Vitali che ha riallacciato il ricordo dei caduti della Grande Guerra con le lotte per l'Unità d'Italia, ricordando l'antica bandiera risorgimentale, usata da Leone e Cesare Paladini durante le battaglie delle Cinque Giornate di Milano, che la sua famiglia donò alla nostra comunità, e che ora fa bella mostra di sè nel palazzo comunale di Barzanò.
Ha preso poi la parola Arturo Morati, docente e appassionato di storia, che ha invitato tutti a visitare la mostra ancora aperta in Sala Civica, sulla corrispondenza dei soldati al fronte con i parenti a casa.

Molti dei partecipanti al corteo si sono poi spostati all'interno della chiesa, dove è iniziata la funzione domenicale.
In tutti è rimasta la consapevolezza che questi momenti di condivisione e di ricordo, per chi si è battuto per la difesa della Patria, sono fondanti per una vera convivenza civile. Non si può inoltre non sottolineare, la grande importanza del coinvolgimento dei giovani e degli studenti nelle commemorazioni di questa giornata, dove si celebra in special modo, il sacrificio di tanti giovani chiamati alle armi, le cui vite vennero spezzate nell'immane tragedia della guerra.

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Novembre 2018 21:42  

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