Gruppo Alpini di Barzanò

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Il Monumento all'Alpino

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Il Monumento all'AlpinoE' opera del nostro compianto Alpino e scultore Arrigoni Luigi, a quel tempo Consigliere del nostro Gruppo Alpini; inaugurato nall'anno 1973, è situato in Piazza Fratelli Besana, all'interno del Parco delle Rimembranze.

Il basamento in granito, lo individuarono ai confini del territorio di Barzanò con Barzago; di fronte a una tale massa e peso di diverse tonnellate, nessuno si era scoraggiato e accettando una sfida, non idifferente per quel tempo, gli Alpini lo trasportarono sul posto e, messo in posizione, il lavoro di sgrossatura e sagomatura, venne assunto dall' infaticabile Sandro Corbetta (Sandrino), scalpellino di arte e mestiere, mentre, nel frattempo, Luigi Arrigoni, in quel della Cassinetta, dava vita a diversi calchi in gesso sino a che non trovò l'ispirazione definitiva.

Luigi Arrigoni, artista e scultore, è un nome noto nell'ambito dei Gruppi Alpini del circondario: infatti ha realizzato diversi monumenti all'Alpino su commissione di altri Gruppi Alpini dell'Alta Brianza, rendendo sempre fede all'idea della rappresentazione suggerita nella scultura.

A Barzanò, Arrigoni, ha saputo perfettamente rappresentare l'atto eroico dell' Alpino Valsecchi Antonio - detto Batta - di Civate Lc, appartenente alla V^ Compagnia del battaglione Edolo durante la guerra Italo - Turca del 1912; episodio tramandato alla storia con questa sintesi : l' Alpino Valsecchi, rimasto solo e senza munizioni, per difendere la Ridotta Lombardia, prese l'iniziativa di scagliare un masso sul nemico, dall'alto del muro di difesa del fortino. Imitato dai suoi compagni, riuscirono a frenare l'assalto del nemico, il tempo necessario a permettere il rinforzo di altre due Compagnie dell' Edolo; gli Arabi furono mesi in fuga e il fortino fu salvo.

Il 4 Novembre 2011, in occasione della Commemorazione della Unità Nazionale e  Festa delle Forze Armate,  abbiamo affisso una targa specifica che, oltre a tradurre il significato del monumento, tramanda alla memoria della cittadinanaza il nome dello scultore, Alpino Luigi Arrigoni. Un atto dovuto alla sua memoria e in ringraziamento, perchè possiamo fregiarci di uno dei migliori monumenti all'Alpino eretti nella nostra Brianza.

                                                                  monumento Alpino                             

Ai piedi del monumento, sulla destra, è stata posta una targa che ricorda l'Alpino Carletto Besana con il fratello Guerino. Oltre alla foto dei due fratelli partigiani morti per la libertà, porta queste parole che raccontano in breve la storia del loro martirio:

Comune di Barzanò
I fratelli Guerino e Carletto Besana

Guerino Besana
nato il 27 settembre 1918
morto l'11 ottobre 1944
Guardia alla frontiera

Carletto Besana
nato il 1 luglio 1920
morto il 15 ottobre 1944
Alpino

Carletto Besana, nato a Barzanò il 1 luglio 1920, di professione operaio, dopo l'8 settembre 1943 svolge intensa attività di collegamento e rifornimento fra la Brianza e la Valsassina (Lecco) dove con il fratello Guerino (anch'egli operaio, nato a Barzanò, il 27 settembre 1918) si era unito a bande partigiane.
Il 20 luglio 1944, Carletto, incaricato di prelevare armi a Costa Masnaga, viene ferito a un fianco in uno scontro a fuoco a San Feriolo. Ricercato, è costretto a rimanere nascosto nella villa del conte Della Porta, appena guarito ritorna in Valsassina.
L'11 ottobre 1944, durante un rastrellamento di SS italiane nella valle tra Biandino e Introbio, Guerino viene ferito gravemente alle sette del mattino. Si trascina su per la montagna per avvertire i compagni che lo trovano morente alle cinque di sera nei pressi di una grotta.
Carletto accorre alla notizia del ferimento del fratello che gli muore tra le braccia.
Non vuole abbandonarlo ai cani dei fascisti che battono la valle e rimane a vegliarlo nella grotta. Viene catturato anch'esso dalle stesse SS di stanza ad Oggiono che hanno ucciso il fratello.
Tradotto al comando SS di Casargo e poi a Introbio (Lecco) viene rinchiuso con 13 compagni in un pozzo (Villa Ghiringhelli), sottoposto a lunghi interrogatori e seviziato.
Processato il 13 ottobre 1944 da un tribunale misto tedesco e fascista, viene condannato a morte. Mentre aspetta di essere fucilato scrive poche righe alla madre: "Cara mamma fatevi coraggio quando riceverete la notizia della nostra morte, ho ricevuto i Sacramenti e muoio in pace col Signore. Mamma non pensate al fratello Guerino perché l'ho assistito io alla sua morte. Arrivederci in paradiso. Figlio Carlo. Ciao"

Viene fucilato alle ore 15,30 del 15 ottobre 1944 presso il cimitero di Introbio.
Vengono fucilati con lui: Benedetto Bocchiola, Carlo Cendali, Francesco Guarnerio, Andrea Ronchi e Benito Rubini.
Dopo il 25 aprile 1945, le salme dei due fratelli Besana vengono recuperate e riportate al paese natale di Barzanò. Qui il 10 maggio si svolgono i solenni funerali.

Barzanò 25 aprile 2005 - Nel 60° anniversario della Liberazione

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Dicembre 2017 09:39  

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