Gruppo Alpini di Barzanò

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Scuola e Istituzioni

25 Aprile 2021

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Un anniversario purtroppo in forma ridotta a causa della corrente emergenza sanitaria, senza l'intervento della cittadinanza, solo alla presenza delle autorità e di alcune associazioni.

Il Gruppo Alpino non ha fatto mancare la sua partecipazione alla posa delle corone di alloro al Parco delle Rimembranze, prima al monumento che ricorda le Penne Nere e poi a quello dei caduti di tutte le guerre. L'alza bandiera è stata accompagnata del canto dell'inno nazionale da parte di tutti i partecipanti.

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La cerimonia si è poi spostata presso il cimitero comunale, sulla tomba dei cinque patrioti barzanesi morti nella guerra di Liberazione dal nazifascismo.
Due fratelli, a cui venne intitolata la piazza principale del paese: l'alpino Carletto Besana e il fratello Guerino.
Il primo catturato dai nazifascisti in una grotta in val Biandino, mentre vegliava il fratello morto. Portato ad Introbio venne fucilato presso il cimitero con altri cinque compagni.
Il secondo, ferito in una sparatoria nei boschi sopra Introbio, che risalì eroicamente la montagna per avvertire i compagni del pericolo, fino a morire fra le braccia del fratello.
Carlo Locatelli e Francesco Motta, che caddero la sera del 26 aprile 1945 quando, con numerosi altri volontari, sulla statale Bergamo-Como poco dopo Rovagnate, incapparono in un'imboscata tesa da una colonna motorizzata fascista.
Gino Caremi, morto per una grave malattia contratta a causa delle privazioni subite nel corso della lotta partigiana.

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Su invito del sindaco Giancarlo Aldeghi, la cerimonia si è chiusa al canto corale di "Bella ciao", canzone popolare italiana, propria di alcune formazioni della Resistenza, che è diventata celebre in tutto il mondo, legata ormai storicamente all'idea di lotta per la libertà e la democrazia.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Aprile 2021 12:45
 

Gli Alpini non si fermano

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Questo difficile anno ha rallentato ma non fermato l'attività degli Alpini, che per quanto possibile, hanno cercato di essere sempre presenti nella vita sociale del nostro paese, anche se le occasioni di incontro, viste le restrizioni imposte dai decreti governativi e dalle direttive regionali, sono state fortemente ridotte.

Il nostro capogruppo, Francesco Motta, durante una notte di guardia presso la postazione tamponi al Bione di Lecco.        bione
polenta                    Martedì 22 dicembre, presso la Scuola Materna Primavera, gli Alpini hanno partecipato al presepe vivente didattico, allestito nel prato antistante la scuola, in occasione del santo Natale. Qui, davanti ai bambini, hanno preparato una tradizionale polenta. 
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Con il beneplacito dell'amministrazione comunale e nel rispetto dei protocolli previsti dai decreti del Governo e delle direttive regionali, domenica 25 ottobre presso la baita alpina, sono state preparate caldarroste da asporto. 
Sabato 31 ottobre è stata invece cucinata la "cazzoeula", il glorioso piatto dell'inverno brianzolo; duecento porzioni che sono state consegnate a domicilio.
Il 14 marzo e il 18 aprile 2021 è la volta dei fagiani arrosto da asporto, impallinati e messi a disposizione (da molti anni a questa parte) dall'Alpino Luigi Proserpio.
Iniziative che vogliono anche essere segnali di speranza e di serena convivenza per tutti.

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2021 16:22
 

4 novembre 2020

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Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Questa era una ricorrenza anche festosa, perché i bambini della Scuola Primaria e della Scuola per l'Infanzia, accompagnati dalle loro insegnanti, partecipavano da anni a questa giornata sventolando gioiosamente le loro bandierine tricolori e sorprendendo tutti con i loro interventi sulla pace e sulla guerra, con i loro canti e i loro disegni.

In questo anno difficile, la loro spensierata presenza non è stata possibile e la loro rievocazione è rimasta purtroppo chiusa all'interno delle aule scolastiche. D'altronde, non si può non sottolineare, la grande importanza del coinvolgimento dei giovani e degli studenti nelle commemorazioni di questa giornata, dove si celebra in special modo il sacrificio di tanti giovani chiamati alle armi, le cui vite vennero spezzate nell'immane tragedia della guerra.
Questi momenti pubblici di condivisione e di ricordo, per chi si è battuto per la difesa della Patria, sono fondanti per l'educazione ad una vera convivenza civile.

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Questa pandemia ha purtroppo obbligato ad organizzare eventi con un numero ristretto di persone, senza la partecipazione di buona parte della cittadinanza e senza la presenza di alcune associazioni locali. La celebrazione odierna, seppure informale, non ha comunque perso la sua solennità.

Dopo la Santa Messa all'interno della chiesa parrocchiale, i partecipanti si sono portati sul sagrato, dove gli Alpini e i cittadini presenti si sono schierati regolarmente distanziati, come le disposizioni sanitarie del momento impongono.
Dopo la preghiera e la benedizione impartita del parroco don Renato Cameroni, il sindaco Giancarlo Aldeghi nel suo breve discorso ai partecipanti, ha voluto soprattutto mettere l'accento sul difficile momento che la nostra comunità sta vivendo, e quanto sia importante la solidarietà per superare questi difficili giorni.

È stata posata poi la corona d'alloro alla lapide che ricorda i caduti sul sagrato della chiesa parrocchiale.
Non bisogna dimenticare che il 4 novembre 1918 aveva termine il primo conflitto mondiale, la Grande Guerra. Un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l'inizio del '900 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali. Questo è il giorno che celebra la fine vittoriosa di quella guerra, commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti con l'Impero austro-ungarico e che dal 1919 è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate e alla Unità Nazionale.

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Non c'è stato un corteo ufficiale per le vie del paese, con gonfaloni e bandiere, per raggiungere come gli scorsi anni il Parco delle Rimembranze, luogo dove sono ricordati tutti i morti in guerra di Barzanò. Qui, sotto ogni targa che ricorda i concittadini caduti, gli Alpini avevano messo mazzetti di fiori legati con nastri tricolori.
Con solennità e raccoglimento sono state deposte le corone di alloro al monumento ai caduti e a quello che ricorda gli Alpini.
Mentre sul pennone del parco veniva lentamente innalzata la bandiera, il nostro capogruppo Francesco Motta ha intonato l'inno di Mameli, cantato da tutti i presenti.

Una giornata grigia, una cerimonia assolutamente informale, una accorata preghiera da parte del parroco senza lunghi discorsi delle autorità civili.
La mente rivolta a coloro che stanno lottando contro la malattia e a quanti hanno perso la vita in questi difficili mesi, con la speranza di ritornare presto ad una normale convivenza sociale.

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Ultimo aggiornamento Domenica 15 Novembre 2020 20:02
 

25 Aprile 2020

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Per la prima volta dal 1946 il popolo italiano non ha potuto festeggiare la Festa della Liberazione come sempre. Il drammatico momento che l’Italia sta vivendo lo ha impedito. Stiamo combattendo tutti insieme una battaglia del tutto nuova, che sta infliggendo danni mai così pesanti.

Alle ore 10.30 di sabato 25 aprile 2020, il sindaco Giancarlo Aldeghi, accompagnato da Valentino Crippa in rappresentanza dell'ANPI, e dal nostro capogruppo Francesco Motta, affiancato dall'alfiere Luigi Maggioni, hanno osservato un minuto di silenzio davanti ai monumenti agli Alpini e ai caduti nel Parco delle Rimembranze di Barzanò. Hanno poi deposto le corone di alloro, nel ricordo del sacrificio di chi ha dato la propria vita per la libertà dell'Italia.

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La cerimonia si è ripetuta sul sagrato della chiesa parrocchiale, alla lapide che ricorda i caduti di tutte le guerre e al cimitero comunale, sulle tombe dei partigiani barzanesi.
Niente pubblico, come previsto dalle disposizioni vigenti, solo l'autorità civile con alcuni rappresentanti delle associazioni, tutti rigorosamente dotati di mascherine nel rispetto delle distanze minime previste.
Cerimonie brevi e sobrie, con il pensiero rivolto a quanti hanno perso la vita in queste difficili settimane e con la speranza di ritornare presto ad una normale vita civile e sociale.

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2021 16:21
 

Festa dei nonni

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Caldarroste alla Scuola Materna

Anche quest'anno gli Alpini hanno raccolto l'invito della Scuola Materna di Barzanò, e hanno messo a disposizione i loro potenti mezzi e la loro abilità nel cuocere le castagne per la "Festa dei nonni", che si è svolta venerdì 9 ottobre.

Nel rispetto delle disposizioni anti-Covid, la tradizionale bùrolata, ha come sempre unito i grandi e i piccoli, nel gustare il tradizionale e storico frutto, dono gradito del nostro autunno.

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Ultimo aggiornamento Sabato 10 Ottobre 2020 20:30
 
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