Gruppo Alpini di Barzanò

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Home Il Libro
Il nostro Libro

Marco Picasso, giornalista, Alpino

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Cari Alpini di Barzanò,

quando il vostro presidente Antonio Scaccabarozzi, vista la mia lunga esperienza giornalistica, mi chiese se volevo dare un'occhiata ai testi di questo libro ne fui lusingato, ma ero perplesso: sapevo che, come giornalista, si ha la tendenza a stravolgere gli scritti di chi nella vita ha fatto tutt'altri mestieri.

Un timore legittimo, che fortunatamente e incredibilmente era fugato fin dall'inizio del mio lavoro di revisione o di editing come si dice in gergo.

In tutte le testimonianze lette di Alpini di tutte le classi, dominava talmente il racconto spontaneo che era difficile non rispettarne lo stile.

Il mio compito è stato così facilitato grazie allo spirito che ciascuno degli Alpini di Barzanò ha saputo inserire nei propri racconti.

E attraverso queste piccole storie, si ripercorre un lungo periodo della vita italiana, e della Brianza in particolare, che vediamo trasformarsi da terra contadina, a regione di artigiani e di piccola industria; i suoi protagonisti, da ragazzi spaesati per i quali già era un viaggio raggiungere Milano, a giovani con un mestiere e poi una professione, fino alle generazioni di diplomati e laureati.

È un libro, questo del Gruppo di Barzanò, che ha il pregio di far ripercorrere,

o di far conoscere ai più giovani, momenti di vita che non tornano più,

con un solo filo conduttore: la solidarietà Alpina.

Marco Picasso

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Luglio 2013 08:46
 

In Libro, una eredità morale

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Il 12 Dicembre 2010, presentazione del libro:

ME REGORDI CHE QUAND S'ERI A SULDAA' IN DI ALPINI.... TUTTI PRESENTI !

La Copertina del LibroPenne Nere, Amici sostenitori

Antonio Scaccabarozzi, Presidente del gruppo, coordinatore editoriale

Giancarlo Frigerio, Capo Gruppo, infaticabile "battitore" per le interviste

Raffaele Colombo, autore

Ivano Vukmirovic, progetto grafico e impaginazione

Marco Picasso, giornalista, Alpino della sezione del Perù, editing

Roberto Bottari, in rappresentanza della Sezione di Lecco

Franca Colombo, sindaco di Barzanò

Don Giuliano Sala, nostro Cappellano Alpino

Don Giuseppe Scattolin, rev. Parroco

Il Coro Brianza, con il Direttore Sig.Triulzi.

Alpini nel Paradiso del Gen. Cantore, questo libro raccoglie il frutto della vostra semina.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Febbraio 2015 14:57
 

Scopo del Libro

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Perchè un libro?

In occasione della assemblea annuale del gennaio 2009, discutendo i temi concernente l'aggregazione, la partecipazione alle attività del gruppo e le prospettive future dell'A.N.A., un nostro Alpino è intervenuto, portando l'assemblea  alla attenzione:

Con l'abolizione della leva, è stato interrotto il vivaio che ci ha cresciuti e il futuro dell.A.N.A., ora, dipende esclusivamente da noi; solo noi possiamo e abbiamo il dovere di tramandare un testamento morale ai nostri figli e ai nostri nipoti, che oggi sono entusiasti del nonno, dello zio Alpino e spesse volte ci chiedono: nonno, zio perché porti quel cappello ? come hai fatto a diventare un Alpino ? come faccio a diventare anch'io un Alpino ? Mi racconti una storia degli alpini?

Ma quale storia e quale insegnamento possiamo raccontare?
Una dei nostri Alpini di Ieri con immagini di guerra, di sangue, di atrocità, di dolore, di disperazione, di fame?

Questo è già scritto nei libri di storia e tornerebbe difficile, ad un bambino, abbinare l'immagine degli "Alpini di Ieri", con il loro bagaglio di tragedie, agli "Alpini di oggi," autori e animatori delle festose e colorite adunate, delle feste Alpine; generosi nella solidarietà, amanti del Tricolore tanto da farne dono alle scuole, animati dallo Spirito Alpino che oggi ci contraddistingue.

Allora mettiamo mano al cassetto dei ricordi, a quel periodo della nostra età in cui siamo stati accolti nella grande Famiglia Alpina e, al termine del quale, siamo entrati a far parte dell' A.N.A., per continuare ad essere Alpini; raccogliamo il pensiero di tutti: anche se potranno emergere dei giudizi o comportamenti negativi di quel periodo della nostra gioventù, questi avranno diritto a concorrere e a definire, nel complesso, il servizio militare, perchè, anche dai comportamenti scorretti, si possono estrarre insegnamenti utili e convergenti al positivo.

Sfogliando le foto della naja, certamente ne avremo una, in particolare, che ci riporterà alla memoria un aneddoto, un fatto, un avvenimento; una piccola storia, che potrebbe contenere non solo una risposta alle loro domande, ma anche spunti di insegnamento e di comportamento per incidere nel loro cuore il significato di Alpinità , perché possano formarsi gli Alpini di Domani.

Raccoglieremo la testimonianza della nostra comune esperienza; lasceremo la nostra eredità morale, che ci permetterà poi di leggere e raccontare ai nostri nipoti le storie degli "Alpini di Oggi", e il significato di Alpinità e, infine, avremo raggiunto un obiettivo importante: partecipazione e aggregazione nel Gruppo.

La proposta è stata plaudita e incoraggiata dal Consiglio. Coinvolgendo Soci Alpini e i Soci simpatizzanti, il nostro Alpino Raffaele Colombo ha compiuto l'opera, realizzando  quello che oggi, con orgoglio, è il nostro Libro:

ME REGORDI CHE, QUAND S'ERI A SULDAA' IN DI ALPINI...

per seminare, nei  nostri nipoti e nel cuore delle future generazioni, lo Spirito Alpino e contribuire a crescere gli Alpini del domani!

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Febbraio 2015 14:59
 

L'autore

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In occasione della assemblea annuale del gennaio 2009, l'argomento " il futuro dell'A.N.A.", dal profondo del cuore è emerso il suggerimento che, Cesare Corbetta, Segretario in carica, ha raccolto e mi ha rilanciato semplicemente con due parole : "Lo fai tu...?".

Alla mia risposta affermativa, il Presidente Onorario, Antonio Scaccabarozzi, è rimasto per un attimo "spiritualmente assente", riprendendo poi la sua presenza terrena esternando: sarebbe un evento straordinario che nessun Gruppo Alpini ha mai osato affrontare, realizzare e nè tanto meno pensare! Al che, l'interno Consiglio e l'Assemblea, hanno avallato il suggerimento. 

Alpini...! Abituati, come lo siamo stati durante il servizio militare, a sopportare le vesciche ai piedi, inferteci dai nostri Vibram, a sostenere il peso del nostro zaino o del cannone S.R. da 55, o dei treppiedi, o dei basamenti di mortai, o di obici, o di quanto altro e arrivare in vetta, siamo usciti dalle nostre caserme, congedati, senza accorgerci di aver assimilato la convinzione che...per gli Alpini, non esiste l'impossibile !

In questa ottica, spesso la presunzione porta a commettere errori e, consapevole di questo, ho sfidato me stesso. Tuttavia, con entusiasmo, ho impegnato al meglio le mie improvvisate capacità d'intervistatore e, ancor peggio, scrittore e autore di un libro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Febbraio 2015 14:58 Leggi tutto...
 



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