Gruppo Alpini di Barzanò

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Gruppo Alpini di Barzanò

Benedizione di Natale

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Giovedì 12 dicembre, il freddo pungente non ha impedito ad un folto gruppo di Alpini, amici e famigliari, di partecipare, davanti ad un caldo falò, alla tradizionale benedizione natalizia impartita dal nostro parroco don Renato Cameroni.
Un bellissimo presepe, quest'anno allestito dagli operatori e dagli ospiti del vicino Centro Diurno Disabili, ha fatto da cornice alla suggestiva cerimonia.
Nel frattempo, all'interno della baita, erano stati apparecchiati i tavoli e ogni coperto era contrassegnato da un bellissimo segnaposto, come ogni anno preparato dalla nostra penna rosa Giovanna. Qui la serata è proseguita con un momento conviviale a base di trippa natalizia e vaniglia con lenticchie.
Tra gli altri erano presenti alcuni ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo all'ultimo Campo Scuola Alpino, portando avanti così la loro frequentazione all'attività del nostro Gruppo.
La serata è stata l'occasione, altre che allo scambio di auguri, anche per provvedere al rinnovo della tessera per il prossimo anno 2025.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Dicembre 2024 08:49
 

Gradito riconoscimento dal CDD

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Il Gruppo Alpini è da sempre vicino al Centro Diurno Disabili, non solo perché la nostra baita confina con la loro struttura, ma perché da anni cerchiamo di non far mancare il nostro supporto all'Associazione Genitori e Amici degli Handicappati che porta avanti questa opera di volontariato.
Durante la nostra annuale Festa Alpina, che di solito si svolge in due fine settimana di luglio, uno dei weekend di festa è da tempo dedicato al sostegno delle attvità del vicino CDD.

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I ragazzi del centro ci hanno piacevolmente sorpreso regalandoci un loro dipinto, accompagnato dalle firme di tutti gli ospiti, come ringraziamento e stimolo ad essere loro sempre più vicini. L'opera rappresenta delle bellissime stelle alpine ed è eseguita con una tecnica particolarissima. Il dipinto, di cui siamo particolarmete orgogliosi, ora fa bella mostra di sé nella nostra baita.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Novembre 2024 09:17
 

4 Novembre 2024

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Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Il 4 novembre 1918 aveva termine il 1° conflitto mondiale - la Grande Guerra - un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l'inizio del '900 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali nel nostro Paese. Questo è il giorno che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti (Padova) con l'Impero austro-ungarico ed è ora divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate e alla Unità Nazionale.

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In questa ottica, ogni anno, il Gruppo Alpini di Barzanò, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e i dirigenti scolastici della Scuola Primaria, si impegna a promuovere le celebrazioni che ricordano questa fatidica giornata. Anche questa volta sono stati numerosi i cittadini che hanno accolto l'invito a partecipare alla cerimonia che avuto inizio, dopo la celebrazione della santa Messa, sul sagrato della chiesa parrocchiale con la posa della corona di alloro alla lapide dei caduti, per poi concludersi al Parco delle Rimembranze con l'alza bandiera sul pennone del parco al canto dell'Inno Nazionale, e la posa delle corone di alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre e al sacello che ricorda gli Alpini.

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Sul sagrato della chiesa il parroco don Renato Cameroni e il sindaco, Gualtiero Chiricò, hanno portato la loro testimonianza sul significato di questa giornata. Hanno poi fatto seguito le letture degli alunni delle classi quinte della scuola primaria, intervenuti numerosi con le loro insegnanti, con toccanti riflessioni sulla pace e sulla guerra. Gli studenti hanno poi piacevolmente sorpreso, consegnando a tutti gli intervenuti una coccarda tricolore come messaggio di speranza.

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Grande importanza, ha in questa giornata, il coinvolgimento dei giovani e degli studenti nelle commemorazioni, che tra l'altro intendono ricordare il sacrificio di tanti giovani chiamati alle armi, le cui vite vennero spezzate nell'immane tragedia della guerra. Questi momenti pubblici di condivisione e di ricordo, per chi si è battuto per la difesa della Patria, sono fondanti per l'educazione ad una vera convivenza civile.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Novembre 2024 17:46
 

Ottanta anni, ma il ricordo è sempre vivo

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Un folto gruppo di Alpini ha partecipato, nella mattinata di domenica 20 ottobre, al Parco delle Rimembranze e presso il cimitero di Barzanò, alla commemorazione dell'80° anniversario del sacrificio dei due fratelli Besana partigiani, uccisi dai nazifascisti mentre combattevano per la libertà di tutti.

La manifestazione ha visto la presenza delle autorità, anche da comuni limitrofi, e una numerosa partecipazione di cittadini barzanesi, che non dimenticano quei tragici fatti. Anche una gradita rappresentanza della società civile della Valsassina era presente alla commemorazione, memore di quei giorni terribili ma pieni di speranza del 1943-44, quando un grande numero di giovani da tutta la regione, andò a costituire le brigate partigiane che combatterono il nazifascismo su quelle montagne e in quelle valli.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Ottobre 2024 15:26
 

L'Alpino Carletto Besana e il fratello Guerino

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80° anniversario del loro sacrificio

I giorni di metà ottobre del 1944, vedevano il martirio di Guerino e Carlo Besana, partigiani Barzanesi. Il primo ucciso in un agguato dai nazifascisti nella valle del torrente Troggia, sotto la bocca di Biandino, e l’altro fucilato pochi giorni dopo, davanti al muro del cimitero di Introbio in Valsassina.

fratelliAi piedi del nostro monumento, scolpito dall’Alpino Luigi Arrigoni nel Parco delle Rimembranze di Barzanò, nel 60° anniversario della Liberazione, venne posta una targa che ricorda i due fratelli. Oltre alla foto dei due partigiani morti per la Libertà, racconta in breve la storia del loro sacrificio.

Carlo Besana era nato a Barzanò il 1° luglio 1920, di professione operaio e poi Alpino. Dopo l'8 settembre 1943 svolge una intensa attività di collegamento e rifornimento fra la Brianza e la Valsassina (Lecco), dove con il fratello Guerino, nato il 27 settembre 1918 (operaio e poi Guardia alla Frontiera), si era unito alle bande partigiane che andranno a costituire la 55ª Brigata Garibaldi "Fratelli Rosselli".

Il 20 luglio 1944, Carletto, incaricato di prelevare armi a Costa Masnaga, viene ferito a un fianco in uno scontro a fuoco a San Feriolo. Ricercato, è costretto a rimanere nascosto. Trova cure e ospitalità nella torre medioevale della villa di Barzanò del conte Gianfranco Della Porta. Appena riesce a rimettersi in piedi, ritorna in Valsassina.

L'11 ottobre 1944, durante un rastrellamento di SS italiane nella valle tra Biandino e Introbio, Guerino viene ferito gravemente alle sette del mattino, vittima di un agguato. Si trascina su per la montagna per avvertire i compagni del pericolo, lo trovano morente alle cinque di sera nei pressi di una grotta.
Carletto accorre alla notizia del ferimento del fratello che gli muore tra le braccia.
Non vuole abbandonarlo ai cani dei fascisti che battono la valle e rimane a vegliarlo nella grotta. Verrà catturato dalle stesse SS che hanno ucciso il fratello.

Tradotto al comando SS di Casargo e poi a Introbio, viene rinchiuso con 13 compagni in un pozzo a Villa Ghiringhelli e sottoposto a lunghi interrogatori e sevizie.
Processato il 13 ottobre 1944, da un tribunale misto tedesco e fascista, viene condannato a morte.
Mentre aspetta il plotone d'esecuzione scrive poche righe alla madre: "Cara mamma fatevi coraggio quando riceverete la notizia della nostra morte, ho ricevuto i Sacramenti e muoio in pace col Signore. Mamma non pensate al fratello Guerino perché l'ho assistito io alla sua morte. Arrivederci in paradiso. Figlio Carlo. Ciao"

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Viene fucilato alle ore 15,30 di domenica 15 ottobre presso il cimitero di Introbio. Vengono fucilati con lui cinque compagni: Benedetto Bocchiola, Carlo Cendali, Francesco Guarnerio, Andrea Ronchi e Benito Rubini.

Dopo la Liberazione del 25 aprile 1945, le salme dei due fratelli Besana vengono recuperate e riportate al paese natale di Barzanò. Qui il 10 maggio si svolgono i solenni funerali con la grande partecipazione di tutta la comunità. Ai due fratelli verrà intitolata la piazza principale del paese.

Le poche parole di commiato scritte da Carletto alla madre, sono state pubblicate nella raccolta: "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana" edito da Einaudi.
La vicenda di Carletto e Guerino Besana, è stata raccontata nel libro: "La vita per l’Italia e per la Libertà. Brigata G.C. Puecher" di Irene Crippa, dato alle stampe a Milano nel novembre 1945, poco tempo dopo quei tragici fatti. Il volume è stato ristampato alcuni anni fa dall'editore Bellavite di Missaglia.

Nel 1970, Sandro Pertini, allora presidente della Camera dei Deputati, aveva avuto modo di leggere il racconto della Crippa sui fratelli Besana, e nella prefazione ad un’antologia sulla Resistenza così le commentava:
"...e particolarmente commovente risulta il racconto del sacrificio dei fratelli Guerrino e Carletto Besana ferocemente trucidati, uno dopo un agguato in una boscaglia l'altro dopo sevizie bestiali. Le pagine che descrivono l'agonia di Guerrino e gli ultimi momenti di Carletto dovrebbero, secondo me, figurare nei libri di testo delle scuole."

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Aprile 2005, Alpini di Barzanò alla posa della lapide sulla grotta dei fratelli Besana in Valsassina

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Ottobre 2024 11:48
 


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